Sanità 

San Martino accelera sul tumore alla prostata: arriva il radiofarmaco prodotto in ospedale che cambia tempi e diagnosi

Il Policlinico San Martino compie un salto in avanti nella medicina nucleare e diventa tra i primi ospedali italiani a usare in modo stabile un nuovo tracciante prodotto direttamente al proprio interno. Un passo che promette esami più rapidi, immagini più precise e cure sempre più personalizzate per i pazienti con tumore della prostata

Il Policlinico San Martino rafforza il proprio peso nel campo della diagnostica oncologica con una novità che può incidere in modo concreto sui percorsi di cura dei pazienti. La Medicina Nucleare diretta dal professor Gianmario Sambuceti ha infatti avviato la produzione interna di un nuovo radiofarmaco destinato agli esami con tomografia a emissione di positroni e tomografia computerizzata, uno strumento oggi sempre più centrale nello studio del tumore della prostata.

Il punto che rende particolarmente rilevante questa novità è che il tracciante viene realizzato direttamente all’interno dell’ospedale, grazie alla presenza di una struttura dedicata alla radiofarmacia e al ciclotrone. In questo modo il San Martino si colloca tra i primi ospedali in Italia a utilizzare con continuità clinica questa soluzione di nuova generazione, con un vantaggio immediato sul piano dell’organizzazione, dei tempi e della disponibilità del farmaco.

La nuova molecola è progettata per legarsi in modo altamente selettivo al Prostate Specific Membrane Antigen, una proteina espressa dalle cellule tumorali della prostata. Questo consente di ottenere immagini molto dettagliate, capaci di individuare anche lesioni molto piccole, di riconoscere eventuali recidive e di cogliere in anticipo la presenza di metastasi. Tra gli aspetti più importanti c’è anche il miglioramento nella capacità di evidenziare le metastasi ossee, che rappresentano una delle forme più frequenti di diffusione della malattia.

L’impatto non riguarda soltanto la qualità dell’immagine diagnostica. Produrre il radiofarmaco “in casa” significa anche ridurre in modo significativo i tempi di attesa per gli esami, contenere i costi per il sistema sanitario e aumentare l’efficienza complessiva del percorso assistenziale. A questo si aggiunge un elemento non secondario, cioè il controllo diretto sulla qualità del prodotto che viene somministrato ai pazienti.

Il dato che racconta meglio la crescita di questo settore al San Martino è quello degli esami già eseguiti negli ultimi anni. La tomografia a emissione di positroni con Prostate Specific Membrane Antigen è passata da poco più di cento esami nel 2020 a oltre milleduecento nel 2025, segno di una domanda in forte aumento e di una centralità ormai acquisita nella gestione clinica del tumore della prostata.

Secondo la direttrice generale Monica Calamai, questo risultato rappresenta un passaggio importante per l’intera azienda sanitaria e per i cittadini che si rivolgono al San Martino. Il senso del suo intervento è chiaro: grazie a questo radiofarmaco di ultima generazione, prodotto in autonomia, l’ospedale potrà offrire risposte più veloci, efficaci e sempre più personalizzate in un ambito, quello del tumore prostatico, che riguarda una delle neoplasie più diffuse tra gli uomini.

Sulla stessa linea si colloca anche Matteo Bauckneht, professore associato di Medicina Nucleare e responsabile della terapia radiometabolica, che sottolinea come questa innovazione permetta un deciso salto di qualità soprattutto nell’identificazione delle metastasi ossee. Il passaggio più interessante, nella sua lettura, è che oggi diagnosi e terapia sono sempre più integrate, e proprio questa integrazione consente di costruire trattamenti mirati su pazienti con malattia avanzata.

Per Gianmario Sambuceti, invece, il vero motore di questo progresso sta proprio nell’infrastruttura tecnologica di cui il Policlinico dispone. Senza la facility dedicata alla radiofarmacia e al ciclotrone, spiega, un risultato di questo livello non sarebbe stato possibile. È quella struttura che permette di produrre innovazione ogni giorno e di trasferirla rapidamente nella pratica clinica, consolidando il ruolo del San Martino come punto di riferimento non solo regionale ma anche nazionale.

Nel concreto, il nuovo radiofarmaco non è una semplice aggiunta tecnica. È un tassello che contribuisce a rendere più avanzata l’intera presa in carico del paziente oncologico, con percorsi più precisi, più rapidi e più aderenti alle caratteristiche della malattia. Ed è proprio qui che il risultato assume un significato più ampio: non solo tecnologia, ma capacità di tradurre la ricerca in risposte immediate per chi affronta una diagnosi complessa.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts